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Comprendere la legge indiana sulla protezione dei dati personali digitali: un approccio incentrato sulle persone e sull’IA con Proofpoint

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Leggi il white paper: Comprendere la legge indiana sulla protezione dei dati personali digitali

Un elenco di clienti viene incollato in un prompt di IA generativa per "ripulire i duplicati".

Un analista finanziario condivide un link a un foglio di calcolo, prima di rendersi conto che l’opzione “Chiunque abbia il link” è attiva.

Un collaboratore ben intenzionato inoltra un file a un partner e la funzione di completamento automatico sceglie il "Rahul" sbagliato.

Nessuno di questi casi sembra poter portare a una violazione di rilievo. Sono solo procedure di lavoro moderne che evolvono velocemente.

Tuttavia, sono esattamente queste azioni quotidiane che sono all’origine delle esposizioni di dati personali, e nell’ambito del nuovo regime indiano di protezione della privacy, prevedono requisiti più chiari in materia di responsabilità, misure di protezione e preparazione agli incidenti.

Per Proofpoint, il nuovo quadro di riferimento introdotto in India rappresenta un passo avanti. La legge sulla protezione dei dati personali digitali (DPDP) e le regole DPDP sono volte a rafforzare la fiducia nell’economia digitale. Stabiliscono requisiti minimi relativi alle modalità con cui le aziende trattano i dati personali, senza imporre una lista di controllo unica per tutti.

Ancora più importante, la legge DPDP può essere un catalizzatore. Fornisce ai dirigenti una ragione chiara per fare un passo indietro e ripensare la sicurezza dei dati come un sistema connesso. Ciò significa monitorare le persone, i dati e le minacce e allineare i controlli applicati a email, applicazioni cloud, piattaforme di collaborazione, endpoint e flussi di lavoro basati sull’IA. L’obiettivo non è solo garantire la conformità, ma anche offrire una protezione duratura e dimostrabile.

Legge DPDP e regole DPDP: cosa sono e perché sono importanti

La legge indiana del 2023 sulla protezione dei dati personali digitali (DPDPA) definisce i criteri minimi che le aziende devono soddisfare per trattare i dati personali digitali in modo responsabile. Le regole di protezione dei dati personali digitali (DPDPR) del 2025 aggiungono dettagli operativi che rendono tali risultati pratici e applicabili.

Cosa copre il quadro di riferimento

Il DPDPA si concentra sui dati personali digitali, ovvero i dati personali trattati in forma digitale (compresi i dati raccolti offline e successivamente digitalizzati). Nella maggior parte dei casi, si applica quando il trattamento avviene in India. Può anche applicarsi a determinati trattamenti al di fuori dell’India quando si tratta dell’offerta di beni o servizi a persone che risiedono in India.

Perché è importante

La legge DPDPA si basa su una serie di princìpi. Non si tratta di acquistare uno strumento specifico.

Si tratta di essere in grado di dimostrare che:

  • raccogli e utilizzi i dati personali per finalità lecite e specifiche;
  • operi in modo trasparente e rispetti le scelte individuali;
  • proteggi i dati personali con garanzie di sicurezza ragionevoli;
  • agisci rapidamente in caso di problemi;
  • ti assumi la responsabilità per tutto il ciclo di vita dei dati.

In poche parole, si passa dalla “policy” alla prova.

Punti salienti da tenere a mente per le aziende

Sebbene i requisiti varino in base al ruolo e al contesto, la maggior parte delle aziende riconoscerà questi aspetti pratici:

  • Avvisi chiari e scelte in materia di consenso: le persone devono capire quali dati vengono raccolti e a quali fini e come revocare il consenso.
  • Gestione dei diritti e prontezza ai reclami: le persone possono richiedere l’accesso, la correzione/aggiornamento o la cancellazione dei propri dati in determinate situazioni, e le aziende devono implementare una procedura affidabile per rispondere a tali richieste.
  • Preparazione alla gestione delle violazioni: in caso di violazione dei dati personali, le aziende sono tenute a informare le persone interessate senza ritardi e seguire le procedure di segnalazione richieste.
  • Protezione supplementare dei dati dei minori: il consenso dei genitori/tutori deve poter essere verificato e devono essere adottare misure di sicurezza aggiuntive.
  • Soglia più elevata per i “fiduciari dei dati significativi (SDF, Significant Data Fiduciaries): si applicano disposizioni di governance più rigorose (per esempio, audit e valutazioni d’impatto).

La legge DPDPA ha anche conseguenze significative. La legge prevede un modello di sanzione civile, con le sanzioni più elevate riservate a gravi inadempienze come il mancato rispetto di ragionevoli garanzie di sicurezza.

Il panorama della sicurezza dei dati in India e le vere sfide nella pratica

La legge DPDPA arriva in un momento in cui la realtà della protezione dei dati in India è già molto tesa.

L’urgenza, in numeri

  • In base alle conclusioni del report Voice of the CISO 2025 di Proofpoint, il 99% dei CISO ha riportato una perdita importante di dati sensibili nell’ultimo anno, il 90% prevede un attacco informatico nei prossimi 12 mesi e il 96% associa almeno una parte delle perdite di dati a collaboratori che sono in procinto di lasciare l’azienda. (Fonte)
  • Le conclusioni del report Cost of a Data Breach di IBM per l’India riportano un costo medio di 220 milioni di rupie indiane (2025) e un ciclo di vita medio delle violazioni di 263 giorni per identificare e contenere una violazione. (Fonte)
  • La ricerca Data Security Landscape di Proofpoint mostra che la perdita di dati è diffusa e spesso concentrata: l’85% delle aziende ha subito perdite di dati nell’ultimo anno e l’1% degli utenti è stato responsabile del 76% delle perdite di dati. (Fonte)

Questi non sono casi isolati e mostrano che molti team cercano di proteggere i dati personali in ambienti in cui i rischi sono costanti e i dati circolano ovunque.

Il modello di minaccia che conta di più

Quando le aziende parlano di conformità con la legge DPDPA, spesso iniziano parlando delle policy e degli aspetti giuridici.

In pratica, la parte più difficile è proteggere i dati personali dove si spostano di più:

  • Email e strumenti di collaborazione: email inviate al destinatario errato, allegati sbagliati, link condivisi in modo eccessivo, furto d’identità e violazione degli account.
  • Proliferazione nel cloud e nelle applicazioni SaaS: dati sparsi in applicazioni aziendali, unità condivise, repository non gestiti e applicazioni di terze parti.
  • Rischi legati agli utenti interni e che lasciano l’azienda: cambi di ruolo, accesso elevato, download insoliti, condivisione di massa e comportamento dei collaboratori in procinto di lasciare l’azienda.
  • IA generativa e Shadow AI: dati sensibili inseriti nei prompt, caricati su strumenti che sfuggono alla governance o accessibili da parte di agenti con autorizzazioni eccessive.
  • Lentezza delle indagini: strumenti frammentati, avvisi indesiderati e correlazione manuale che rallentano la risposta e complicano la raccolta di prove per le verifiche.

Cinque sfide “nella pratica” che osserviamo costantemente

Qui è dove i requisiti del DPDPA si scontrano con la realtà operativa e i programmi tendono ad arenarsi:

  1. Senza visibilità sui dati, non è possibile proteggerli in modo efficace. L’identificazione e la classificazione dei dati personali diventano più difficili man mano che i dati si diffondono tra applicazioni, cloud e strumenti di collaborazione.
  2. La maggior parte delle esposizioni sono accidentali, non dannose. I controlli devono ridurre i rischi senza bloccare le attività dell’azienda. Se i controlli sono troppo rigidi, i collaboratori tendono ad eluderli
  3. I collaboratori non presentano lo stesso livello di rischio Un piccolo numero di utenti e team spesso sono all’origine di una quota sproporzionata di incidenti. Trattare tutti allo stesso modo è una perdita di tempo.
  4. L’IA amplia l’esposizione e moltiplica le vie di attacco. L’IA generativa aumenta la velocità e la portata degli spostamenti dei dati. Gli strumenti non approvati, o Shadow AI, ampliano la condivisione non approvata dei dati. Gli attacchi ottimizzati dall’IA rendono il phishing e il furto d’identità più convincenti. I flussi di lavoro agentici possono anche comportarsi come utenti interni con autorizzazioni eccessive se mancano le protezioni necessarie.
  5. Le “misure di protezione ragionevoli” devono essere motivate. Non basta dire “abbiamo una soluzione di prevenzione della perdita di dati”. Hai bisogno di una copertura coerente, di una riduzione misurabile dell’esposizione e di una tracciabilità chiara degli incidenti quando i revisori le chiedono.

Perché scegliere Proofpoint e come aiutiamo le aziende a implementare le disposizioni della legge DPDPA

Il punto di vista di Proofpoint è semplice: la protezione dei dati è un problema legato alle persone. La correlazione tra il comportamento delle persone, la sensibilità dei dati e i segnali di minaccia, insieme all’applicazione di controlli a livello dei canali in cui si svolge effettivamente il lavoro, consente di ottenere i migliori risultati.

Ecco perché il nostro approccio alla preparazione alla legge DPDPA si concentra su tre aspetti:

  1. Individuare dove si trovano i dati personali (in modo da poter dare priorità agli elementi più importanti)
  2. Prevenire l’esposizione tramite i canali utilizzati in ambito lavorativo (email, cloud, endpoint, strumenti di collaborazione e di IA)
  3. Indagare e rispondere rapidamente (per poter intervenire, notificare e dimostrare la responsabilità)

In pratica

Proofpoint riunisce funzionalità chiave che rispondono alle esigenze operative della legge DPDPA:

Insieme, queste soluzioni aiutano i team a:

  • Ridurre l’esposizione dei dati personali nei flussi di lavoro quotidiani
  • Concentrare gli sforzi sugli utenti, i dati e i canali più a rischio
  • Supportare un triage più rapido grazie a prove e flussi di lavoro unificati
  • Creare una narrativa difendibile basata su “misure di protezione ragionevoli” con controlli e report chiari

Lista di controllo pratica del livello di preparazione

Se stai pianificando il tuo programma DPDPA, ecco alcune domande che permettono di mettere rapidamente in luce le lacune:

  • Possiamo individuare e classificare i dati personali presenti nelle applicazioni cloud e in repository condivisi, in modo continuo?
  • Le nostre policy seguono i dati a livello di email, cloud, endpoint e strumenti di collaborazione o unicamente su un solo canale?
  • Possiamo impedire gli eventi accidentali comuni (invio al destinatario errato, link condivisi in modo eccessivo, caricamenti non sicuri) con il minimo attrito?
  • Abbiamo visibilità sui rischi legati ai collaboratori che lasciano l’azienda e sugli spostamenti insoliti di dati?
  • Sappiamo dove vengono utilizzati gli strumenti di IA generativa e possiamo impedire che dati sensibili siano inseriti nei prompt o negli agenti?
  • Se domani si verifica un incidente, siamo in grado di indagare rapidamente e produrre un resoconto pronto per la verifica?

Se non sei sicuro di una delle risposte a queste domande, sappi che non sei il solo. Ed è proprio qui che un approccio unificato risulta fondamentale.

Scarica il white paper e metti una marcia in più

La legge DPDPA e le regole del DPDP sono un passo significativo verso il rafforzamento della fiducia digitale in India. Offrono inoltre un’opportunità chiara ai responsabili della sicurezza e della conformità di modernizzare la protezione dei dati personali, soprattutto in un contesto di flussi di lavoro guidati dall’IA in rapida accelerazione.

📄 Leggi il white paper: Comprendere la legge indiana sulla protezione dei dati personali digitali

Per scoprire come Proofpoint può aiutarti a rispettare le disposizioni della legge DPDPA e rafforzare la protezione dei dati personali, contatta il tuo rappresentante Proofpoint o richiedi una consulenza. Possiamo aiutarti a valutare i rischi legati alla sicurezza dei dati, identificare le lacune ed elaborare un piano incentrato sulle persone che offra risultati misurabili.

Per saperne di più sul nostro approccio unificato alla sicurezza dei dati, scopri le soluzioni Proofpoint di sicurezza dei dati oppure organizza una demo con il tuo rappresentante Proofpoint.

Nota: questo blog ha uno scopo puramente informativo e non costituisce consulenza legale.